Attivazione Comunitaria

Coesione in un quartiere di Sassari

Attivazione Comunitaria

Le attività che rientrano in questa macro area denominata “Attivazione Comunitaria. Coesione in un quartiere di Sassari” hanno origine dalla sperimentazione di una ricerca azione condotta nell’ambito di un progetto già in corso, promosso dall’Associazione IntHum e dal Laboratorio FOIST per le Politiche Sociali e i Processi Formativi dell’Università di Sassari, inquadrabile in un’attività di advocacy internazionale.

Il progetto, dal titolo “Equity and Sustainability Field Hearings” e promosso da IFE – Initiative for Equality nasceva con l’obiettivo di portare all’attenzione del dibattito sullo sviluppo sostenibile dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, la voce delle comunità escluse. L’iniziativa nata nel 2012 si proponeva come obiettivo la promozione dell’empowerment delle comunità a rischio esclusione sociale tramite l’ascolto diretto e il coinvolgimento attivo delle stesse nei processi
decisionali di emancipazione.

Sulla base di queste premesse è stata promossa una ricerca-azione svolta nel quartiere sassarese di Santa Maria di Pisa che ha avuto come obiettivo la preliminare conoscenza del quartiere sia dal punto di vista strutturale, architettonico e infrastrutturale sia dal punto di vista delle relazioni e dinamiche sociali e comunitarie in esso presenti. Questo ha visto come approccio di indagine la “ricerca-azione partecipata”, la quale prevedeva il coinvolgimento attivo dei soggetti interessati
come principali attori del cambiamento. L’analisi di tipo esplorativo ha per questo utilizzato un metodo multiplo che ha previsto diverse osservazioni in loco, la somministrazione di 25 questionari standard, previsti a livello internazionale dal progetto “Field Hearings”, e la realizzazione di 12  interviste semi-strutturate. Il campione di testimoni privilegiati è stato individuato con il metodo a “palla di neve” tra coloro che svolgono un’attività lavorativa laica, religiosa o volontaria nel
quartiere ed hanno una conoscenza più o meno dettagliata dello stesso. Questa modalità di selezione ha permesso di individuare un numero variegato di intervistati per età, occupazione e genere.

L’utilizzo di un approccio multiplo è giustificato dalla necessità di approfondire alcune informazioni che un questionario standard previsto per una ricerca di tipo internazionale non poteva soddisfare.

Conclusa questa prima parte, il lavoro di ricerca-azione nel e con gli abitanti del quartiere è proseguito grazie al finanziamento del progetto CapacitAzione.
Grazie alla collaborazione con il Comune di Sassari e in particolar modo con il Settore Coesione Sociale e Pari Opportunità e i Servizi Sociali, sono stati individuati degli abitanti del quartiere che volontariamente hanno offerto la propria disponibilità a partecipare al progetto e alle attività proposte. Dal luglio 2016 fino ad oggi sono stati realizzati una quindicina tra incontri e camminate nel quartiere ai quali hanno preso parte in maniera più o meno regolare una ventina di persone, oltre
all’equipe di IntHum e alla referente per il Comune di Sassari. Gli incontri si sono svolti in diverse sedi, tra cui gli uffici del Comune di Sassari in via Bottego n. 2, la sala condominiale sita in via Leoncavallo n. 4 e infine la sala parrocchiale della Chiesa di Santa Maria Bambina in via Cilea. Con il gruppo di lavoro costituito, ma sempre aperto all’ingresso di altri abitanti interessati, è stato possibile compiere un percorso di ridefinizione del quartiere partendo dall’individuazione delle
risorse e delle potenzialità individuali e collettive.  Tra gli strumenti utilizzati uno dei più innovativi è stato quello delle “camminate di comunità” realizzate all’interno del quartiere durante le quali alcuni degli abitanti, in qualità di “esperti”, hanno accompagnato l’equipe dei ricercatori. In questo modo si è promossa una visione del quartiere dal basso. Inoltre la legittimazione degli abitanti del quartiere come unici veri esperti dello stesso ha favorito l’instaurarsi di un clima di fiducia, tra i cittadini e l’equipe, che difficilmente si sarebbe potuto creare con le metodiche tradizionali.

Le camminate comunitarie sono state solo l’inizio di un percorso che è proseguito poi in aula durante il quale, grazie anche al supporto grafico di foto, mappe, è stato possibile ridisegnare una mappa del quartiere che tenesse conto di tutte risorse materiali ed immateriali, ripartite secondo tre macro categorie: “I Luoghi”; “Le manifestazioni pubbliche/politiche”; “Le Persone”. L’obiettivo è stato pertanto quello di spostare l’attenzione dalle mancanze alle risorse, dalle problematiche alle soluzioni. Una volta ridisegnata la mappa del quartiere i lavori del gruppo sono proseguiti con il coinvolgimento di altre persone, indicate dagli stessi partecipanti, e considerate figure “chiave” del quartiere. Con questo gruppo allargato il percorso è proseguito fino alla creazione di quelli che  abbiamo definito degli “scenari migliorativi”. La metodologia seguita in questa fase si è basata sulla tecnica partecipativa degli “scenario workshop”: si tratta di un particolare tipo di attività sviluppata in ambito europeo generalmente noto come “EASW – European Awareness Scenario Workshop”.

I partecipanti, divisi per gruppi, hanno provato a immaginare il loro quartiere in un ottica di medio e lungo periodo. Il primo scenario migliorativo, riguardava immaginare il quartiere nei prossimi 3 anni e il secondo scenario invece si poneva lo stesso obiettivo ma prevedendo una distanza
temporale di 10 anni.

Le soluzioni prefigurate sono state poi condivise da tutti i partecipanti, discusse e commentate. Alcune di queste sono state poi elaborate e discusse più nel dettaglio perché ritenute da tutti le migliori e saranno oggetto di azioni concrete da promuovere anche a in sinergia con l’amministrazione comunale e altri attori istituzionali, oltre che attraverso l’ulteriore coinvolgimento di altri cittadini e operatori del terzo settore. I lavori nel quartiere sono quindi in corso e proseguiranno nelle attività del nuovo progetto CapacitAzione: Attivazione comunitaria e promozione della cittadinanza e della coesione sociale, promosso dall’Associazione IntHum e finanziato dalla Fondazione di Sardegna.